Il fallimento dell’Unione Europea

Europa Europe 3D EU Karte Europakarte Europäische Gemeinschaft  Sterne blau Collage European Parliament
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La formazione dell’unione europea risale al trattato di Maastricht del 7 febbraio 1992 ( entrato in vigore il primo novembre 1993) al quale hanno aderito numerosi Paesi dopo un precedente e lungo cammino delle Comunita’ europee. Si tratta di un unione politica ed economica che comprende diversi Stati democratici e indipendenti dell’Europa. L’euro e’ la valuta ufficiale dell’Unione europea, attualmente adottata da 19 dei 28 Stati membri. Malgrado attraverso l’unione dei Paesi europei si tende alla globalizzazione di un continente (L’Europa), non si e’ molto tenuto conto delle differenze culturali ed economiche dei vari Stati indipendenti che hanno aderito al trattato di Maastricht nel febbraio 1993. Gli Stati che hanno aderito sono culturalmente diversi tra loro, culture latine e teutoniche che hanno potenzialita’ e problematiche non gestibili attraverso le stesse regole, per cui per molti Paesi fare parte di una politica economica europea non e’ stato affatto vantaggioso. Per l’Italia per esempio l’entrata dell’Unione Europea ha comportato molti svantaggi. Il nuovo ordine monetario si appropria di garanzie che i vari Stati riconoscevano ai cittadini, basta guardare alla crisi economica che colpisce diversi Paesi e ai vari suicidi che tale situazione ha fatto scaturire. Per aderire alla moneta unica ogni Stato deve cedere dei diritti che all’interno di uno Stato i cittadini avevano acquisito, tutto cio’ al fine di rispettare patti e concordati con l’Unione europea, non tenendo conto l’individualita’ economica e culturale del singolo Paese, calpestando quella che e’ la sua unicita’ sulla quale invece bisognerebbe investire, questo si traduce nel radere a suolo la potenzialita’ un Paese al fine di omologarlo a regole che fino ad oggi non si sono dimostrate in grado di migliorare la qualita’ della vita dei cittadini. Dovendo necessariamente fare scelte non in contrasto con la Banca centrale europea in materia economica, diminuisce il controllo sulla situazione economica del Paese. Diviene palese il fallimento dell’unione europea nel momento in cui il benessere dei cittadini viene anteposto a regole che non portano nessun vantaggio nel miglioramento della vita dei singoli cittadini. Un Paese dovrebbe essere libero di puntare sulle potenzialita’ insite in un territorio piuttosto che aderire a regole che soffocano l’economia interna, per non parlare del fatto che i cittadini italiani si sentono italiani e non europei, non esiste un concetto di fratellanza europea, gia’ e’ difficile che all’interno di uno Stato ci sia omologazione economica tra le diverse regioni, figuriamoci tra Nazioni diverse. La Germania ha una posizione di forza nell’Unione europea, oltre che per gli aspetti politici, soprattutto per quelli economici, il suo tasso di cambio reale e’ molto piu’ basso e quindi piu’competitivo rispetto a quello degli altri Paesi, la Germania ha un ruolo chiave e non e’ disposta a rinunciare alla sua competitivita’ , di aumentare il tasso d’inflazione al fine di aiutare i Paesi che si trovano in difficolta’ . Le banche tedesche hanno in bilancio svariati miliardi di bond di Paesi in difficolta’, da qui l’interesse della cancelliera Merkel ad una politica restrittiva e di austerity che spinge i Paesi in difficolta’ a rimettere in tempi brevi in sesto i loro bilanci, con il rischio di mettere a repentaglio , quindi in deflazione l’intera Eurozona. Questa situazione diventa insostenibile all’interno degli Stati in difficolta’ in quanto i cittadini pagano colpe per patti non voluti, bisognerebbe trattare con la Germania in modo serio e decisivo, o uscire dall’unione europea che per il nostro Paese ha comportato un danno economico e produttivo, non solo per la nostra posizione geografica ma soprattutto per una politica economica che non ha tenuto conto delle problematiche interne del nostro Paese.

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