Il servizio sanitario nazionale: Oltre il danno la beffa

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La salute e’ un bene supremo riconosciuto da tutti come tale. Oggi in Italia attraverso il Decreto legge sugli enti locali si apportano numerose modifiche al servizio sanitario locale, tagli alle regioni, fondi ridotti per tre anni. Tagli per le spese per gli esami diagnostici. I medici sono sul piede di guerra contro tale decreto che li vede responsabili in caso di prescrizioni definite “inutili”. Sicuramente in Italia il servizio sanitario e’ stato un settore dove ci sono stati numerosi eccessi, che andavano controllati ma passare dal mancato controllo al totale disinteresse verso la prevenzione e’ davvero troppo. Lo Stato non puo’ e non deve sostituirsi al medico, la Lorenzin Ministro della sanita’ supportata dal suo staff, hanno dimostrato maggiore sensibilita’ verso i tagli alla sanita’ rispetto alla tutela della salute pubblica.. Oggi in Italia troviamo ai vertici del potere di vari settori “personaggi” piu’ o meno incompetenti che si ergono a paladini per la risoluzione dei problemi, quanto in realta’ le loro proposte non portano alcun beneficio e non semplificano le situazioni, anzi complicano e aumentano i problemi gia’ esistenti. La medicina non e’ matematica, pertanto esami che possono apparire “inutili” in realta’ possono tradursi in fondamentali per la prevenzione di malattie di diverso genere. Trovo corretto evitare gli sprechi sulle prescrizioni farmacologiche, ma totalmente fuori da ogni grazia di Dio ridurre gli esami diagnostici, in quanto spesso attraverso essi si opera la prevenzione. E’ fuori da ogni ragionevolezza che sia il cittadino a pagare per gli errori altrui, non e’ opportuno ed e’ a dir poco scandaloso, fare scaturire una malattia per curarla, e’ bene salvaguardare la salute prima che la malattia si presenti. Gli ospedali italiani gia’ oggi, sono scarsi di personale, basta vivere l’esperienza di recarsi in un pronto soccorso di qualsiasi citta’ italiana per comprendere che pur facendo del proprio meglio i medici non sono nelle condizioni di visitare in tempi ragionevoli, chi sta poco bene, a causa di scarso personale medico e paramedico. Per non parlare del tempo richiesto dalle varie Asl per prenotare le visite mediche specialistiche. Vista tale condizione, operare dei tagli si traduce in mancata tutela per la salute del cittadino. Lo Stato che dovrebbe fungere da buon padre di famiglia oggi si manifesta come parassita nei confronti della popolazione, avanzando sempre piu’ diritti e dimenticando i propri doveri. E’ chiaro che i signori politici non hanno alcun problema a pagare le loro visite specialistiche e a saltare ogni attesa, concedendosi tutti gli esami diagnostici che ritengono opportuni, ma hanno totalmente dimenticato il loro ruolo che dovrebbe essere quello di agire per migliorare le condizioni di benessere del popolo italiano. Sicuramente hanno dimenticato gli anziani che per la loro eta’ hanno bisogno di maggiori esami diagnostici preventivi, che necessitano di maggiore snellezza burocratica snellezza e meno attesa per effettuare i vari controlli. Nel momento in cui la politica dimentica il motivo per cui e’ nata, fallisce il suo scopo, ed oggi in vari settori dalla sanita’ all’istruzione, al lavoro e molto altro, e’ evidente il fallimento della politica con conseguente disinteresse e mancata fiducia da parte del cittadino verso i vari esponenti delle classi politiche. E’ inaccettabile scaricare il costo dell’inappropriatezza prescrittiva sulle spalle del cittadino che viene costretto a pagare di tasca propria. Il Tribunale del malato insieme ai sindacati che rappresentano i medici sono giustamente sul piede di guerra contro il decreto che prevede tagli alle regioni e mette i medici sotto assedio.

 

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