Le Piaghe della Giustizia italiana

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E’ inutile non ammettere che la giustizia italiana non funziona e che una riforma radicale sarebbe giusta e doverosa. Le problematiche sono parecchie, innanzitutto la lunghezza dei processi che e’ davvero sconvolgente e si trasforma in ingiusta nei confronti di chi attende un giudizio. Premesso che la Costituzione italiana nell’articolo 27,co. 2, afferma che l’imputato non e’ considerato colpevole fino alla condanna definitiva, tra processi mediatici, notizie trapelate dalle procure ai giornali, l’imputato pur avendo diritto alla presunzione di non colpevolezza, viene di fatto condannato dall’opinione pubblica. Pertanto sarebbe doveroso che i magistrati e le procure svolgessero la loro attivita’ in assoluta riservatezza, al fine di evitare le gogne mediatiche che schiaffeggiano l’immagine della persona . I costi della giustizia sono tra i piu’ alti d’europa, dal rapporto del Cepej 2012, emerge che la macchina della giustizia italiana costa al cittadino 73 euro l’anno, contro una media europea di 54 euro. Inoltre sarebbe opportuno operare la divisione delle carriere dei magistrati, per quanto riguarda la nuova legge sulla responsabilita’ civilei ha cercato da un lato di responsabilizzare i magistrati nell’esercizio delle loro funzioni, salvaguardandone nello stesso tempo, l’indipendenza e l’autonomia, di fatto pero’ tale legge ha creato una responsabilita’ piu’ virtuale che reale; praticamente un cittadino che richiede un risarcimento a causa di un danno ingiusto subito da un magistrato dovra’ rivolgersi allo Stato, questo poi a sua volta in un secondo momento potra’ rifarsi sul giudice responsabile. Il numero dei casi pendenti e’ molto alto, l’Italia e’ tra i Paesi con il maggior numero di casi penali non risolti. Ogni cittadino ha diritto ad un processo rapido e giusto, purtroppo la lungaggine dei procedimenti oggi e’ inaccetabile, oltre 500 giorni, se tutto va bene, per la sentenza di primo grado. La qualita’, l’indipendenza e l’efficienza della giustizia giocano un ruolo fondamentale per la crescita del Paese e per il suo sviluppo. Gli stipendi dei magistrati italiani sono i piu’ alti rispetto ai magistrati dei vari Paesi europei, sugli avanzamenti di carriera non vi e’ alcun criterio di meritocrazia in quanto l’attuale normativa prevede che tutti i magistrati dopo 27 anni di servizio, raggiungano indipendentemente dai ruoli ricoperti e dagli incarichi svolti la massima qualifica della carriera . E’ bene non per ultimo ricordare che in Italia gli errori giudiziari sono numerosi, in carcere finiscono un gran numero di innocenti, la percentuale degli imputati assolti si aggira intorno al 40%, una percentuale troppo alta. Lo Stato nel 2011 ha pagato risarcimenti pari a 46 milioni, praticamente una finanziaria. Se tali errori siano stati fatti in buona fede da alcuni o con leggerezza da altri questo non lo sappiamo, fatto sta che oggi sicuramente la scritta: “La legge e’ uguale per tutti” e’ un utopia dentro l’aula dei tribunali. La vita di un individuo a causa di un errore giudiziario spesso viene frantumata sia sotto il profilo psicologico che sociale questo non dobbiamo dimenticarlo, non dobbiamo dimenticare la sacralita’ della vita umana che non e’ solo fisica ma anche morale, certe ferite bruciano l’anim e possono distruggere una vita. La Giustizia, un settore delicato che andrebbe ridiscusso in modo radicale, affinche’ in realta’ il termine giustizia possa coincidere con cio’ che e’ realmente giusto, maggiore scorrevolezza e certezza della pena. Sarebbe opportuno costituire un organo di controllo e di vigilanza sullo svolgimento delle attivita’ della magistratura, un organismo al di sopra dei ruoli e delle parti, perche’ lo stesso CSM e’ costituito da magistrati e sotto un ottica di precondizionamento non sempre regna l’obiettivita’, per evitare che possano sorgere quindi delle caste, sarebbe piu’ corretto il controllo da parte di   personalita’ competenti che non esercitano attivita’ nella magistratura. Concludo con un pensiero che condivido di Marthin Luther King : No, non siamo ancora soddisfatti, e non lo saremo finche’ la giustizia non scorrera’ come l’acqua e il diritto come un fiume possente.  

 

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